Le colline, la felicità, la fatica ed il sudore

Si riparte da Viareggio con un’aria frizzante che esce dalla fitta pineta che attornia il campeggio. Passano i primi km e, come é ormai consuetudine consolidata la mattina, ripasso davanti al campeggio. Direzione sbagliata. Errore comprensibile visto che avevo imboccato la strada asfaltata da cui ero venuto mentre invece avrei dovuto percorrere quella sterrata per alcuni metri.
Scendo lungo la costa tutta la mattina e subito dopo pranzo mi ritrovo su una strada un po’ troppo trafficata e non più sul lungomare. Consulto la cartina e imbocco il bivio per Tirrenia. Dopo quelle che mi paiono ore ed ore di pedalate arrivo finalmente al piccolo paesino che, purtroppo per lui, da il nome alla ormai fallimentare linea di traghetti, meglio conosciuti per riuscire a centrare isole che loro cercano di definire “scogli”.
Mare e strada mangia e bevi (Vittorio mi ha insegnato che qui saliscendi si dice così) fino a Rosignano e giro ad est verso l’entroterra.
Piccola nota toponomastica. Ma se ogni paese si chiama ad esempio Ciccio ed ha la sua piccola succursale in riva al mate che si chiama Ciccio Marittima… Perché Rosignano marittima é nell’entroterra e quella sul mare si chiama Rosignano Solvay?!?!
In ogni modo ora si sale verso Pomaia, da zero fino a 500 metri d’altezza. Una salita molto bella dove scopri di trovarti in Tibet. Bandiere, preghiere e templi sono ovunque. Un cartello recita: “che la pace possa regnare sul mondo”. Dopo tutto, fra queste colline, ci si illude che sia davvero così.
Poi si scende dolcemente a Riparbella e poi a San Martino. Bellissima strada fra le colline, gran bella salita ed ora sono di nuovo a quota 35 metri. Nulla di male se la mappa non dicesse che Volterra é 500 metri più in alto e 25 km più in lá verso est.
Inizio ad essere un po’ stanchino come direbbe Forrest Gump e ad ogni piazzola sono fermo a mangiare frutta secca e pane e marmellata.
L’ascesa a Volterra é tanto bella quanto dura. Le colline appena arate hanno mille colori e si intonano perfettamente con il cielo blu che qua e là si sbianca con delle nuvolette stupende.

I km della giornata si fanno sentire ma alla fine Volterra arriva e con lei le belle porte di accesso alla città.
Una volta in cima un’anziana signora mi indica la via del campeggio dicendomi di scendere per un buon “chilometrello”. Le gambe bisbigliano “se scendi noi su non ti ci riportiamo”. Guardo a sinistra, guardo a destra e sono in albergo a chiedere una stanza. Una volta tanto si può fare!
Per finire 7 ore con le ruote che girano, 150 km e due salite da 0 a 500 metri. Anche per oggi ci siamo guadagnati la cena!

Dove c’è un cimitero c’è acqua. Ma nel piccolo paesino di Pomaia c’è anche un bellissimo bagno con tanto di acqua corrente, carta igienica, specchio e scottex!

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